Beni ecclesiastici: mons. Russo (segretario Cei), “eredi di un patrimonio che chiede responsabilità”

“Siamo eredi di un patrimonio importante che richiede responsabilità, il non dare per scontate le cose e continuare la ricerca”. Lo ha evidenziato mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e segretario generale della Cei, che ha preso parte alla sessione inaugurale di Koinè, il salone internazionale dedicato al settore religioso organizzato a Vicenza fino a lunedì da Italian Exhibition Group. “La ricerca è importante per tenere alto lo sguardo, per non fossilizzarsi nella produzione di oggetti dallo stile scontato e evitare il facile ricorso a stilemi del passato”, ha spiegato mons. Russo sottolineando la necessità di “dare valore alla qualità”. Il segretario generale della Cei ha ricordato “l’attenzione che la Chiesa Italiana ha avuto e vuole avere rispetto alla formazione e alla conoscenza dei beni culturali, delle chiese e degli edifici di culto”. “C’è stata una coscientizzazione del patrimonio”, ha detto mons. Russo che ha citato in proposito “l’inventario dei beni storico-artistici ecclesiastici con 4 milioni di beni schedati e il censimento delle chiese che continua”. Nel suo intervento, poi, il vescovo ha messo in luce l’importanza del “legame tra i 30 anni di Koinè e i 60 anni dall’indizione del Concilio Vaticano II, perché la rassegna fieristica di Vicenza specializzata nell’arredo liturgico e nell’edilizia di culto ha cercato negli anni di essere espressione di quello spirito di ricerca conciliare che si interroga sui modi sempre nuovi di annunciare il Vangelo”. “Che Koinè – è stato l’auspicio espresso da mons. Russo prima del taglio del nastro inaugurale della rassegna – possa crescere nella capacità di fare ricerca e di essere un luogo di dialogo e confronto”.

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