Beni culturali ed ecclesiastici: don Pennasso (Cei), “fondamentale dare valore e prendersene cura”

Nel campo del patrimonio artistico e culturale, è fondamentale “dare valore alle cose, riscoprendo il significato per cui sono state realizzate e state mantenute fino ad oggi e che noi dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni”. A sottolineare questa urgenza è stato don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della Cei, che è intervenuto alla sessione inaugurale di Koinè, il salone internazionale di arredi, oggetti liturgici, componenti per l’edilizia di culto e turismo religioso, organizzato a Vicenza (fino a lunedì) da Italian Exhibition Group, operatore leader nel settore fieristico-congressuale. Valorizzare significa “prendersi cura delle cose e delle persone con costanza, determinazione e risorse”, ha spiegato don Pennasso evidenziando che questo atteggiamento è fondamentale anche per la prevenzione, soprattutto nei luoghi che hanno subito il terremoto. “Se la Chiesa è chiusa, è una ferita per il patrimonio, ma anche per le persone che lì si ritrovavano”, ha osservato il direttore dell’Ufficio Cei che ha ribadito la necessità “di una conoscenza del patrimonio dal punto di vista della quantità e della localizzazione, ma anche della qualità”. “Prendersi cura – ha insistito – garantisce la finalità nel tempo dei beni”.
“Nel ventesimo secolo sono state costruite in Italia 5500 chiese e complessi parrocchiali. La grande impresa che attende le diocesi e le parrocchie italiane è quello della manutenzione e valorizzazione degli edifici di culto e dell’intero patrimonio edilizio ecclesiastico”, gli ha fatto eco mons. Giancarlo Santi, presidente del Comitato Scientifico di Koinè Ricerca.

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