Malati cronici: Osservasalute, più donne che uomini. Meno a rischio chi ha un titolo di studio più elevato

Ad essere più frequentemente affette da patologie croniche sono le donne, il 42,6% delle donne contro il 37,0% degli uomini, divario che aumenta per la multicronicità che affligge quasi un quarto delle donne contro il 17,0% degli uomini. Lo rivela il focus diffuso oggi dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane – diretto da Walter Ricciardi e con sede a Roma presso l’Università Cattolica – pubblicato sul sito www.osservatoriosullasalute.it, spiegando che si tratta di differenze in parte dovute all’età che, come è noto, è più anziana nelle donne. Le differenze di genere si acuiscono con l’avanzare degli anni. Anche il livello culturale ha un effetto significativo sul rischio di cronicità. I dati dell’Istat riportati nel focus di Osservasalute evidenziano, infatti, che le persone con livello di istruzione più basso soffrono molto più frequentemente di patologie croniche rispetto al resto della popolazione, con un divario crescente all’aumentare del titolo di studio conseguito. Nel 2017, nella classe di età 45-64 anni, quella in cui insorge la maggior parte della cronicità, la percentuale di persone con la licenza elementare o nessun titolo di studio che è affetta da almeno una patologia cronica è pari al 56,0%, scende al 46,1% tra coloro che hanno un diploma e al 41,3% tra quelli che possiedono almeno una laurea. Differenze di prevalenza si registrano anche rispetto alle professioni. Le categorie maggiormente colpite da patologie croniche sono i disoccupati (quelli alla ricerca di nuova occupazione) e gli autonomi.

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