Accoglienza: don De Robertis (Migrantes), “non è facile la vita di uno straniero in Italia” ma “ci sono tanti che non guardano al colore della pelle”

“Grazie a voi e a tutti coloro che nel nostro Paese, come ha detto recentemente il Santo Padre parlando al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ‘contribuiscono a tenere vivo quello spirito di fraterna solidarietà che ha lungamente contraddistinto l’Italia’”. Con queste parole don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha aperto i lavori del meeting “Comunità accoglienti: liberi dalla paura” che vede raccolte a Sacrofano le realtà ecclesiali (famiglie, parrocchie, istituti religiosi, associazioni) impegnate in percorsi di ospitalità con persone migranti. 574 le persone provenienti da 90 diocesi, oltre 100 ospiti stranieri da 38 nazioni. “Oggi non è facile la vita di uno straniero in Italia. Ma anche chi pratica la solidarietà sperimenta più spesso la diffidenza o l’ostilità di chi lo circonda piuttosto che l’approvazione”, ha aggiunto don De Robertis auspicando che l’esempio delle realtà presenti al meeting sia “fonte di un rinnovato coraggio e liberi il nostro Paese da quelle paure che ci paralizzano e ci rendono cattivi”. In Italia, ha sottolineato il direttore della Migrantes, “ci sono tanti, e voi qui ne siete solo una piccola parte, che continuano a vivere con umanità, a fare onestamente il proprio dovere, a farsi prossimo, senza guardare al colore della pelle o alla religione o al Paese di provenienza, ma solo al bisogno di chi hanno davanti. Vogliamo dare voce a questa Italia”.

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