Spagna: bocciata la legge di bilancio mentre è iniziato il processo agli indipendentisti. Vescovi catalani, “magnanimità di giudizio”

Il processo agli indipendentisti e il fallimento delle trattative sull’esplosivo dossier catalano fa deflagrare la maggioranza sulla quale si reggeva il governo spagnolo presieduto dal socialista Perdro Sánchez, che si è visto bocciare in Parlamento la legge di bilancio. La prospettiva più probabile è quella delle elezioni anticipate, che potrebbero tenersi già nella prima metà di aprile. Il fallimento nei negoziati con i Catalani, nel quale Sanchez si era sbilanciato tantissimo, fino a far compattare tutto il centrodestra contro le sue aperture, riporta indietro di otto mesi –tanto è durato il governo del leader socialista – la lancetta della politica spagnola, lasciando sul tappeto tutte le principali questioni: le richieste della Catalogna, rispetto alle quali al momento è in piedi solo la via giudiziaria per i leader indipendentisti, la crisi dei tradizionali partiti (il Popolare e il Socialista), la possibile avanzata dell’estrema destra di Vox, dopo la parziale affermazione in Andalusia. Soprattutto, la campagna elettorale rischia di sovrapporsi al processo che si svolge davanti al Tribunale Supremo di Madrid, nel quale i leader catalani indipendentisti sono chiamati a rispondere dell’accusa di aver promosso, nell’ottobre 2017 illegalmente il referendum procedendo poi con la dichiarazione unilaterale d’indipendenza. La condanne potrebbero essere anche molto elevate. Il dibattimento potrebbe durare tre mesi.
Proprio sul processo che si è aperto a Madrid sono intervenuti ieri i vescovi catalani, al termine della riunione della Conferenza episcopale tarragonense. Nella nota che è stata diffusa, i vescovi chiedono “magnanimità” ai giudici riguardo al processo che, affermano, “ha una grande importanza per la convivenza”. Suggeriscono “sacrifici da parte di tutti, perché ciò porterà alla concordia e alla pace sociale”. Tornano, poi, a insistere sul dialogo e il mutuo rispetto: “Noi cristiani siamo una comunità chiamata a contribuire alla pacificazione personale e sociale”, nella solidarietà con i più vulnerabili, sempre con l’intento di “abbattere i muri e costruire ponti”, perseverando in un “atteggiamento di dialogo tra i cittadini e le istituzioni”.

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