Reddito di cittadinanza: Cilap-Eapn Italia, non è una misura completa di contrasto alla povertà

“Il Clap Eapn Italia non considera il Reddito di cittadinanza una misura completa di contrasto alla povertà, perché non tiene conto delle persone in povertà o in condizione di esclusione sociale che non sono mai entrate nel mondo del lavoro o che ne sono uscite per diversi motivi (psico-socio-ambientali) e non possono rientrarvi. Il Rdc esclude anche coloro che lavorano con un basso reddito, i working poor (lavoratori poveri), che secondo i dati dell’Eurostat sono l’11,7% della forza lavoro, ben sopra la media Ue del 9,6%”. Lo ha dichiarato Nicoletta Teodosi, presidente del Collegamento italiano lotta alla povertà Cilap-Eapn Italia, sezione italiana della European anti poverty network, rete europea tra organismi no profit che si occupa di povertà e di esclusione sociale.
“Molti degli attuali beneficiari del Reddito di inclusione – si legge nella memoria inviata dall’organizzazione alla Commissione lavoro del Senato – non possono essere destinatari del Rdc, perché la stragrande maggioranza non è attivabile, non è in grado cioè di andare a lavorare. Ad ora poco più di un terzo dei percettori Rei è attivabile lavorativamente, e di questi ancora non si conosce quanti sono stati attivati ad un lavoro stabile (hanno terminato il percorso di inclusione attiva). Gli obiettivi del Rdc sono condivisibili, anche se due su tre riguardano solo il lavoro, che come si sa non è la sola soluzione all’uscita dalla povertà”. “Oggi sarebbe stato meglio ampliare la platea dei Rei” e “lasciare la struttura organizzativa con la cabina di regia in capo ai comuni che coordinano il sistema integrato”, ha concluso Teodosi.

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