Politica: mons. Pavanello (Adria-Rovigo), “ritorno alla partecipazione del popolo attraverso una politica popolare”

“È molto forte in Italia, ma non solo, l’insoddisfazione per una politica che non è riuscita a farsi carico delle preoccupazioni e dei problemi della vita quotidiana. A questo proposito l’esito del voto del 4 marzo 2018 è stato eloquente”. Lo dice il vescovo di Adria-Rovigo, mons. Pierantonio Pavanello, presentando il convegno sociopolitico della diocesi sul tema “Leadership e partecipazione in Polesine”, che si svolgerà il 16 febbraio. Il presule segnala, però, che “sta emergendo l’esigenza di ritornare a una partecipazione del popolo, alle scelte che riguardano la vita del Paese”. Una politica che mons. Pavanello definisce “popolare”, “capace cioè di interpretare e di dare risposta ai bisogni e alle aspirazioni della gente, superando la tentazione di servirsi delle paure e delle frustrazioni per finalità di potere e di interesse”. “La partecipazione è possibile però solo là dove si realizza un dibattito serio – avverte il vescovo -, dove le persone si confrontano e maturano insieme la sintesi di interessi e aspirazioni diverse per costruire un cammino comune e condiviso”. È così che, secondo il presule, la democrazia rappresentativa, “pur con alcune modifiche e integrazioni, rappresenta uno strumento insostituibile per una politica che abbia di mira non tanto l’interesse di una parte, ma il bene comune di tutta la società”. “Si spiega pertanto il motivo per cui la Chiesa ritiene l’impegno politico come un modo eminente di vivere la carità e si preoccupa di motivare i cristiani a spendersi nell’attività politica, portando nella ‘città degli uomini’ il lievito del Vangelo”.

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