Papa Francesco: nomina il card. Farrell camerlengo di Santa Romana Chiesa

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Il Papa ha nominato camerlengo di Santa Romana Chiesa il card. Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana. Su Vatican News alcune note circa la figura del camerlengo: è il porporato che presiede la Camera Apostolica. Tra i suoi compiti principali figura quello di curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede durante la Sede Vacante. L’articolo 171 della Costituzione apostolica Pastor Bonus afferma: “Quando è vacante la Sede apostolica, è diritto e dovere del Cardinale camerlengo di santa romana Chiesa di richiedere, anche per mezzo di un suo delegato, da tutte le Amministrazioni dipendenti dalla Santa Sede le relazioni circa il loro stato patrimoniale ed economico, come pure le informazioni intorno agli affari straordinari, che siano eventualmente in corso, e di richiedere, altresì, dalla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede il bilancio generale consuntivo dell’anno precedente, nonché il bilancio preventivo per l’anno seguente. Egli è tenuto a sottoporre tali relazioni e computi al Collegio cardinalizio”.

La Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, circa la vacanza della Sede Apostolica e l’elezione del Romano Pontefice, all’articolo 17 ricorda altri compiti del camerlengo, a partire dalla morte del Papa: “Appena ricevuta la notizia della morte del Sommo Pontefice, il Camerlengo di Santa Romana Chiesa deve accertare ufficialmente la morte del Pontefice alla presenza del Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, dei Prelati Chierici e del Segretario e Cancelliere della stessa Camera Apostolica, il quale compilerà il documento o atto autentico di morte. Il Camerlengo deve, inoltre, apporre i sigilli allo studio e alla camera del medesimo Pontefice, disponendo che il personale abitualmente dimorante nell’appartamento privato vi possa restare fino a dopo la sepoltura del Papa, quando l’intero appartamento pontificio sarà sigillato; comunicarne la morte al Cardinale Vicario per l’Urbe, il quale ne darà notizia al Popolo Romano con speciale notificazione; e parimenti al Cardinale Arciprete della Basilica Vaticana; prendere possesso del Palazzo Apostolico Vaticano e, personalmente o per mezzo di un suo delegato, dei Palazzi del Laterano e di Castel Gandolfo, ed esercitarne la custodia e il governo; stabilire, uditi i Cardinali Capi dei tre Ordini, tutto ciò che concerne la sepoltura del Pontefice, a meno che questi, da vivo, non abbia manifestato la sua volontà a tale riguardo; curare, a nome e col consenso del Collegio dei Cardinali, tutto ciò che le circostanze consiglieranno per la difesa dei diritti della Sede Apostolica e per una retta amministrazione di questa”.

Vatican News descrive anche il ruolo del camerlengo durante il Conclave: “Dal momento in cui è stato disposto l’inizio delle operazioni dell’elezione, fino al pubblico annuncio dell’avvenuta elezione del Sommo Pontefice, i locali della Domus Sanctae Marthae, come pure e in modo speciale la Cappella Sistina e gli ambienti destinati alle celebrazioni liturgiche, devono essere chiusi, sotto l’autorità del camerlengo alle persone non autorizzate. E’ cura del Collegio Cardinalizio, operante sotto l’autorità e la responsabilità del camerlengo, che tutto sia previamente disposto in maniera che la regolare elezione e la sua riservatezza siano tutelate. Il camerlengo, assistito da tre cardinali, vigila dunque con diligenza, perché non sia in alcun modo violata la riservatezza di quanto avviene nella Cappella Sistina, dove si svolgono le operazioni di votazione, e dei locali contigui, tanto prima quanto durante e dopo tali operazioni. In modo particolare, anche ricorrendo alla perizia di due tecnici di fiducia, tutela tale segretezza, accertando che nessun mezzo di ripresa o di trasmissione audiovisiva sia immesso da chiunque nei locali dove si svolge l’elezione. Tutti i cardinali elettori, al fine di conservare con maggior sicurezza il segreto, devono consegnare al camerlengo o ad uno dei tre cardinali assistenti gli scritti di qualunque genere, che abbiano presso di sé, relativi all’esito di ciascuno scrutinio, affinché siano bruciati con le schede. Alla fine dell’elezione il camerlengo deve stendere una relazione, che i tre cardinali assistenti devono approvare, nella quale dichiari l’esito delle votazioni di ciascuna sessione. Questa relazione sarà consegnata al Papa e poi sarà conservata nell’apposito archivio, chiusa in una busta sigillata, che non potrà essere aperta da nessuno, se il Sommo Pontefice non l’avrà permesso esplicitamente. Se le votazioni non avranno esito, pur dopo aver proceduto secondo quanto stabilito nel numero precedente, i cardinali elettori saranno invitati dal camerlengo ad esprimere parere sul modo di procedere, e si procederà secondo quanto la maggioranza assoluta di loro avrà stabilito”.

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