Papa Francesco: “Il Vangelo è un’espressione politica”, ma “l’impegno politico per un religioso non significa militare in un partito”

(Foto Vatican Media/SIR)

La teologia della liberazione, l’educazione dei giovani in questo tempo e il rapporto tra gesuiti e politica. Sono alcuni temi affrontati nel colloquio privato con 30 gesuiti della provincia centroamericana, tra cui 18 novizi, incontrati dal Papa nel suo viaggio a Panama per la Giornata mondiale della gioventù. A riferirne è padre Antonio Spadaro, presente all’incontro, nell’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, la rivista di cui è direttore, in uscita il 16 febbraio. Tre i problemi globali, di ordine politico, messi in evidenza dal Papa: il primo è quello delle nuove forme di colonizzazione, in specie quelle “ideologiche e culturali”. Il secondo è quello della preoccupante abitudine al clima di crudeltà e odio che plasmano le nostre società, mentre il terzo riguarda la giustizia, una giustizia che cerca solamente “pena senza speranza”. “Il Vangelo è un’espressione politica, perché tende alla polis, alla società, a ogni persona in quanto appartiene alla società”, ha spiegato Francesco ai presenti: “L’impegno politico per un religioso non significa militare in un partito politico… il compito è quello di stare sopra le parti. Però non come chi se ne lava le mani, bensì come uno che accompagna le parti perché giungano a una maturazione, apportando il punto di vista della dottrina cristiana”. “In America latina non sempre c’è stata maturità politica”, ha aggiunto. Papa Francesco ha voluto ricordare che i gesuiti sono stati “pionieri negli anni delle lotte sociali cristiane” in America, e ha ricordato, in particolare, il sacrificio del padre gesuita Rutilio Grande e la sua influenza su sant’Oscar Romero. “In quel tempo – ha detto – c’erano vescovi, alcuni anche molto vicini ai regimi di allora, che pensavano che canonizzare Romero significasse ‘canonizzare il marxismo’”. Ma “l’importante è non farsi sopraffare dall’ideologia né da un lato né dall’altro” e nemmeno dalla “ideologia asettica” del “non impicciarti: questa è l’ideologia peggiore”. Nella conversazione Francesco ha rivelato che si sta lavorando alla causa di beatificazione di Matteo Ricci e ha sottolineato l’importanza della sua “amicizia con Xu Guangqi, il laico cinese che lo accompagnava e che restò laico e cinese, santificandosi da cinese e non da italiano com’era Ricci”. Tra i temi toccati dal Papa, anche quello dell’ambiente digitale, che “aiuta nel creare contatti, ma non ‘incontri'”, nel senso che “non ti tiene unito alle radici. Ti manda in orbita. Ti toglie la dimensione concreta” della vita. Il dialogo tra giovani e anziani resta per lui la ricetta: “Le radici le danno i vecchi. Per questo, quando dico che i giovani devono incontrarsi con i vecchi, non esprimo un’idea romantica. Fateli parlare”.

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