Migranti: card. Parolin, discusso con il premier Conte di “integrazione”. Il fenomeno “non è un problema di un Paese ma di tutta l’Europa”

“L’incontro si è svolto in un clima di grande ascolto”. Lo ha riferito il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, conversando con i giornalisti a margine dell’incontro a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, per gli eventi celebrativi dei Patti Lateranensi e dell’Accordo di revisione del Concordato, alla presenza delle maggiori cariche istituzionali dello Stato e della Chiesa cattolica. “Siamo partiti dal concetto di inclusione, espresso dal presidente del Consiglio”, ha riferito Parolin, cioè “soprattutto dal concetto di inclusione per le fasce più deboli della popolazione”. Un tema questo di cui si è parlato molto, ha riferito Parolin, che ha aggiunto: “Naturalmente ci sono poi gli strumenti che permettono questa inclusione, e ci possono essere anche piccole sfumature”. “Anche il tema dei migranti è stato tra i più discussi, soprattutto dal punto di vista dell’integrazione” ha spiegato Parolin: “Abbiamo insistito molto perché ci sia una visione di integrazione, sapendo quanti altri problemi ci sono”. “Si tratta di un problema che deve essere assunto da tutti. È uno dei punti su cui anche il governo italiano ha insistito, e la Santa Sede ha sempre detto che quello dei migranti non è il problema di un Paese ma di tutta l’Europa”. Il cardinale ha specificato che durante il bilaterale “è stata fatta una carrellata su tutti i temi internazionali, che sono molti”. A proposito delle crisi nel mondo, ha detto Parolin, “si sono sottolineate le coincidenze, nel senso di una soluzione pacifica delle molte crisi in atto”.

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