Malattie croniche: Ospedale Bambino Gesù e Campus Biomedico firmano alleanza per continuità assistenziale degli adolescenti

Oltre il 15% degli under 18 italiani è affetto da una malattia cronica che prosegue nell’età adulta ma oggi è nata a Roma l’alleanza tra Policlinico universitario Campus Bio-Medico e Ospedale pediatrico Bambino Gesù con la firma del protocollo d’intesa per la “transizione nella cura”. Un accordo di collaborazione per garantire la continuità delle cure mediche ai pazienti adolescenti dell’ospedale pediatrico romano affetti da malattie croniche di natura congenita o degenerativa oltre il termine dell’età pediatrica. Il fenomeno tocca oltre il 15% degli adolescenti tra 15 e 17 anni (più di 260mila persone) e riguarda non solo la presa in carico dal pediatra ai medici delle varie specialità ma anche gli aspetti psicologici nel rapporto medici-paziente e la relazione tra medici e genitori. A firmare l’accordo la presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc, Paolo Sormani, direttore generale Campus Bio-Medico, e Raffaele Calabrò, rettore dell’Università Campus Bio-Medico.
Nella fascia d’età tra 0 e 18 anni sono sempre più diffuse malattie croniche come epilessia, pancreatite, cefalee, reflusso gastro esofageo, patologie infiammatorie intestinali ma anche artrosi, asma bronchiale, fibrosi cistica, cardiopatie, celiachia, nefropatie. Un fenomeno silenzioso ma pervasivo, che richiede sul territorio strutture sanitarie in grado di prendere in carico questo delicato passaggio. Il progetto “Transizione nella cura” coinvolge in maniera trasversale i medici e il personale sanitario dei due ospedali, e vede la collaborazione tra le varie équipe nelle discipline di Endoscopia digestiva operativa, Fisiatria, Gastroenterologia, Neurologia, Ortopedia per estendersi in futuro a ulteriori specialità. Il protocollo firmato “colma un vuoto importante nell’offerta di salute a favore degli adolescenti nel passaggio delicato alla maggiore età e rappresenta una risposta organizzativa fondamentale a un problema contro il quale impattano le famiglie di ragazzi con patologie che li accompagneranno in alcuni casi per il resto della vita”, ha detto Sormani. Solo nel 2018 i pazienti maggiorenni seguiti dal Bambino Gesù sono stati oltre 4000, il 30% di loro ha già più di 30 anni. “Siamo felici di poter offrire ai nostri ragazzi e alle loro famiglie un percorso di accompagnamento e di cura che metta insieme le migliori competenze delle nostre due strutture sanitarie”, ha aggiunto Enoc. Di “un’occasione in più per guardare alla medicina e alla ricerca scientifica da un punto di vista diverso, quello dei più piccoli che spesso soffrono quanto gli adulti” ha parlato Calabrò.

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