Eparchia di Lungro: card. Sandri all’apertura del Giubileo del centenario, “piena maturità ed identità ecclesiale non è un punto di arrivo”

“Siamo grati a Cristo che nella Chiesa sua Sposa, attraverso il ministero dei Successori dell’Apostolo Pietro, si è preso cura del vostro popolo, che in tanti momenti ha dovuto soffrire ma mai è venuto meno alla fierezza della propria fede e dignità”. Lo ha detto ieri, il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali che ha tenuto l’omelia durante la divina liturgia con cui, nella cattedrale di S. Nicola si è aperto il Giubileo del centenario dell’Eparchia di Lungro degli italo albanesi dell’Italia Continentale. Il card. Sandri, ha ricordato la lungimiranza di Papa Benedetto XV, che diede vita all’Eparchia di Lungro. “In un mondo lacerato dal conflitto mondiale – ha ricordato –, che schiacciava e uccideva, egli prese diversi provvedimenti tesi a preservare la dignità e la storia di molti, tra i quali siete anche voi, cari fedeli italo-albanesi dell’Eparchia di Lungro. La vostra piena maturità ed identità ecclesiale, riconosciuta ufficialmente cento anni fa, non deve essere pensata come un punto di arrivo, ma come la possibilità di ricominciare ogni giorno ed ogni tappa della vita insieme a Cristo e per Lui”. “Le terre che oggi abitate – ha aggiunto – sono testimoni di come la promessa del Vangelo sia viva e pronta a compiersi: esse hanno accolto i vostri avi, che venivano dall’oriente, e che si sono seduti alla mensa del regno anche dentro la nostra Italia. Nelle terre toccate dal Mare Mediterraneo, nel corso dei secoli, accanto purtroppo ad episodi di guerre e di violenza, ci sono state non poche occasioni in cui alla sofferenza di un popolo abbia sopperito l’accoglienza e la solidarietà di altri popoli”. Il rito, officiato da mons. Donato Oliverio, vescovo eparchiale, ha visto la presenza del presidente della Repubblica di Albania, che ha voluto fortemente essere presente dopo aver appreso della ricorrenza nel corso della sua ultima visita in Calabria di qualche mese fa, il cardinale albanese Simoni, i vescovi della Conferenza episcopale della Calabria, con il loro presidente, mons. Vincenzo Bertolone, alcuni vescovi dell’Albania, il vescovo Maurizio Malvestiti di Lodi, già sottosegretario del Dicastero orientale, dell’Esarca Apostolico di Grecia mons. Manel Nin, numerosi sacerdoti e seminaristi della Calabria. Prendendo la parola, al termine della liturgia, il card. Simoni ha detto di aver sentito “gli angeli scendere nella liturgia accanto a noi, a gioire per la fede gloriosa di un popolo che si preserva in un mondo che, pur libero di professare la propria fede, sembra invece aver dimenticato Dio”.

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