Ue: Cnel, “riassuma nella sua agenda il tema del lavoro e si impegni fortemente su diritti e tutele sociali”

“È importante che l’Europa riassuma pienamente nella sua agenda il tema del lavoro e si impegni fortemente sui diritti e le tutele sociali”. È quanto si legge nel documento di “Osservazioni e proposte su il Pilastro europeo dei diritti sociali (Peds)”, redatto dalla Commissione istruttoria III Politiche Ue e cooperazione internazionale del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) e approvato dall’Assemblea.
“Una delle cause alla base della crisi del Progetto europeo a ben vedere è proprio l’aver trascurato dalle azioni concrete dell’Unione i diritti e le tutele sociali, anche se sanciti già nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione”, si legge nel documento. “I sentimenti anti europei che si stanno risvegliando nel vecchio continente – aggiunge il Cnel – sono purtroppo il risultato di questa ‘dimenticanza’ e delle politiche di austerità, rigore, tagli alla spesa pubblica che soprattutto negli anni della crisi economica hanno determinato pesanti conseguenze sulla contrattazione collettiva e hanno portato diseguaglianze, ampliando i divari tra i Paesi”.
Il Cnel, “nel sottolineare l’inscindibilità del binomio benessere economico-benessere sociale, raccomanda che il Peds, possa, a seguito di una chiara volontà politica, almeno tradursi in risultati tangibili, cioè in politiche sociali comunemente condivise da tutti i Paesi”. Nel documento, inoltre, si “chiede il rafforzamento dell’impegno sul tema della formazione e delle competenze, determinanti per lo sviluppo dell’occupazione, per garantire sicurezza delle transizioni professionali e portabilità dei diritti, e per affrontare le asimmetrie sociali e del lavoro”. Si “auspica che il processo di sostegno alle politiche sociali si sviluppi attraverso la diretta partecipazione delle Parti sociali” e si “caldeggia una maggior condivisione dei principi di politica sociale, di contrasto alla povertà e inclusione sociale, fino a promuovere l’istituzione di un’Autorità europea del lavoro”.

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