Parlamento Ue: via libera ad accordi commerciali con Singapore. Martin, “sviluppo economico e protezione di lavoratori e ambiente”

(Strasburgo) A larga maggioranza il Parlamento europeo ha oggi approvato gli accordi di libero scambio e di protezione degli investimenti tra Ue e Singapore. Intendono, entro i prossimi cinque anni, eliminare “tutte le tariffe doganali tra le due parti e attivare il libero scambio di servizi, inclusi i servizi bancari al dettaglio, proteggendo prodotti europei unici e aprendo il mercato degli appalti di Singapore alle imprese dell’Ue che operano, ad esempio, nel settore ferroviario”, spiega una nota del Parlamento. Saranno tutelate circa 190 indicazioni geografiche dell’Ue, di cui il 25% italiane (ad esempio l’aceto balsamico di Modena, la lenticchia di Castelluccio di Norcia e il pomodoro di Pachino, la grappa, il Chianti) e saranno rafforzati i diritti dei lavoratori e la tutela dell’ambiente. L’accordo potrà inoltre “servire da trampolino di lancio per ulteriori accordi di libero scambio”. L’accordo arriva in un momento in cui “l’Ue non può più fare affidamento sugli Stati Uniti come partner commerciale”, si legge sulla nota del Parlamento.
Il relatore sugli accordi sul libero scambio e la protezione degli investimenti, l’eurodeputato inglese David Martin, ha dichiarato: “Il Parlamento ha dimostrato il proprio impegno a favore di un sistema commerciale regolato. L’Unione europea mantiene in vita un commercio libero ed equo”. “L’accordo commerciale”, ha aggiunto il deputato, “non solo migliorerà l’accesso dell’Ue al mercato di Singapore, ma ancor più alla regione in crescita dell’Asean” (Associazione delle nazioni del sud-est asiatico), garantendo nel contempo “una buona protezione dei lavoratori e dell’ambiente”.
“In tempi di incertezza abbiamo più che mai bisogno di accordi come questi, che contribuiranno alla prosperità dell’Europa e di Singapore rilanciando i nostri scambi e rafforzando una relazione già essenziale”, ha dichiarato la commissaria per il commercio, Cecilia Malmström. Essi, dice ancora la commissaria, “rappresentano un ulteriore segnale del fatto che un commercio mondiale aperto, equo e basato su norme è destinato a durare”.

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