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Parlamento Ue: relazione su Bosnia-Erzegovina, preoccupazione per retorica nazionalista, corruzione, libertà dei media

(Strasburgo) Per compiere passi avanti nel processo di adesione all’Ue servono “risultati concreti” nelle “urgenti riforme costituzionali, politiche ed elettorali“. È quanto emerge nella relazione sulla Bosnia-Erzegovina, adottata oggi dal Parlamento europeo durante la plenaria. Le misure sopra citate sono necessarie per sbloccare “l’impasse in cui dalla metà del 2017 si trova il Paese balcanico”. Secondo gli eurodeputati, a Sarajevo si nota “un notevole rallentamento” riguardo le riforme, mentre “la corruzione è largamente diffusa, come si è visto chiaramente nelle elezioni generali dell’ottobre del 2017 e la precedente campagna elettorale dominata di nuovo dalla retorica etnico-nazionalista, troppo focalizzata sulle divisioni legate al passato, piuttosto che proporre soluzioni alle preoccupazioni quotidiane dei cittadini”. I parlamentari europei inoltre, con un testo approvato a Strasburgo, esprimono la loro preoccupazione perché finora “non è stata formata la Camera dei popoli della Federazione, in linea con le sentenze della Corte costituzionale” e si deplora la mancanza di progressi in materia di libertà e indipendenza dei media. Dunque, “il richiamo a tutti i leader politici e istituzionali è di essere consci anche della responsabilità nel trattare i crimini di guerra obiettivamente”, evitando qualsiasi tipo di “elevazione” di “personaggi responsabili di crimini contro l’umanità”.

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