Parlamento Ue: fondi alle Regioni, nuove norme. Bocciata la “condizionalità” dei finanziamenti

(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha adottato oggi norme semplificate per gli investimenti 2021-2027 nelle regioni Ue, mentre la maggioranza dell’Assemblea si è opposta alla possibilità di congelare i fondi in funzione degli obiettivi economici nazionali. Le nuove regole, che devono ancora essere negoziate con i ministri Ue, sono state approvate in Plenaria con 460 voti favorevoli, 170 contrari e 47 astensioni. “Le disposizioni comuni si applicheranno – chiarisce una nota – al Fondo di sviluppo regionale, al Fondo sociale (Fes+), al Fondo di coesione, al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca” e “stabiliscono norme finanziarie per il Fondo Asilo e migrazione, il Fondo Sicurezza interna e lo strumento per la gestione delle frontiere e dei visti 2021-2027”. I fondi coperti costituiscono circa un terzo del bilancio totale dell’Unione. Tali norme generali disciplinano la spesa regionale di coesione e sociale dell’Ue per il periodo 2021-2027, e “sono fondamentali per assicurare la continuazione degli investimenti nelle regioni e nelle comunità dell’Ue, e garantire inoltre un maggiore sostegno alle regioni meno sviluppate”. Il totale dei finanziamenti attuali sui quali si è espresso il Parlamento ammonta a 378,1 miliardi di euro, e, secondo il testo approvato, dovrebbe essere mantenuto nel periodo 2021-2027.
“Le regioni meno sviluppate continueranno a beneficiare di un sostegno sostanziale dell’Unione, con tassi di cofinanziamento fino all’85% (rispetto al 70% proposto dalla Commissione) e una quota del 61,6% dei fondi di sviluppo regionale, sociale e di coesione”. L’utilizzo dei fondi può essere finalizzato a: aumentare la competitività e rafforzare le piccole e medie imprese; dare la priorità alle misure di efficienza nell’offerta e nella domanda di energia; proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente e combattere i cambiamenti climatici; promuovere una mobilità intelligente e sostenibile; rispettare i diritti fondamentali, garantire la parità di genere e prevenire qualsiasi tipo di discriminazione”. Il Parlamento ha invece bocciato l’articolo della proposta legislativa della Commissione europea che prevedeva il possibile congelamento dei fondi strutturali per i Paesi che non rispettano i parametri macroeconomici dell’Unione.

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