Indigeni: mons. Arellano, “imparare dal loro stile di vita”. La Laudato si’ è una “summa ecologica”

Il dialogo con i popoli indigeni costituisce “una circostanza propizia per apprezzare che mai possono essere considerati una minoranza, ma piuttosto autentici interlocutori che con il loro stile di vita ci istruiscono opportunamente riguardo a un’armonica e feconda relazione tra gli esseri umani e la natura, ricordandoci, in particolare, che l’uomo non ha un potere assoluto rispetto alla creazione”.

Lo ha ricordato stamattina mons. Fernando Chica Arellano, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao, Ifad, Pam), intervenendo nell’ambito del IV Forum internazionale dei popoli indigeni (12-13 febbraio 2019), in corso nella sede Ifad di Roma. Al contrario, rispetto alla creazione, l’uomo “è parte di essa ed è chiamato ad amministrare, non a devastare le sue risorse, ma a gestirle con saggezza e capacità di guardare lontano. La visione del cosmo dei popoli indigeni è, pertanto, un libro aperto, dal quale possiamo prendere luminose lezioni, anche noi che non apparteniamo alla loro cultura”.

Ha proseguito mons. Chica Arellano: “Questi popoli e comunità hanno una lunga esperienza. Sono depositari di ricche tradizioni spirituali e culturali che sono passate di padre in figlio, di saperi ancestrali che conservano tutta la loro attualità e validità, poiché mostrano il modo di trattare con rettitudine la terra, di accostarsi a essa con la cura che merita”.

L’Osservatore permanente ha, poi, messo in evidenza la lunga tradizione del magistero pontificio rispetto alla cura del creato e ha illustrato alcuni capisaldi dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. “Quando l’umanità non si preoccupa adeguatamente della casa che la accoglie – ha detto – è la stessa vita umana a mettersi in pericolo”. Il Papa, ha poi messo in evidenza mons. Arellano, dice con chiarezza che “non ci sarà soluzione ai problemi che investono il nostro pianeta se restiamo nel campo della retorica e non passiamo all’azione”. La Laudato si’, ha detto il presule, è una vera e propria “summa ecologica” e non è strano, pertanto, che il documento abbia superato i confini ecclesiali e sia oggetto di analisi e dibattiti in contesti internazionali, accademici, ecologici, giovanili e associativi”.

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