Emilia Romagna: Forum famiglie, no a proposta legge regionale contro omotransnegatività perché discrimina altre discriminazioni

Il Forum delle associazioni familiari dell’Emilia-Romagna interviene con un proprio documento sul progetto di legge regionale d’iniziativa popolare proposto dai Consigli comunali di Bologna, Parma, Reggio Emilia e San Pietro in Casale (Bo) contro “l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. Rispetto alla proposta di legge come formulata attualmente, il Forum “esprime un parere fortemente contrario”. Il documento del Forum è stato consegnato oggi, mercoledì 13 febbraio durante l’udienza conoscitiva sulla legge regionale. “Il Forum delle associazioni familiari è contrario a qualsiasi forma di discriminazione, comprese quelle riguardanti l’orientamento sessuale”, tuttavia la proposta di legge “introduce una novità che rappresenta paradossalmente una ‘discriminazione delle altre discriminazioni’: tra tutte le discriminazioni esistenti, quella relativa all’orientamento sessuale e all’identità di genere assume in questo modo rilevanza totalmente prioritaria rispetto alle altre”, si legge nel documento. Inoltre, fa notare il Forum, con questa legge, e con l’introduzione del principio della omotransnegatività, “la semplice affermazione che la pratica dell’utero in affitto è aberrante, o che le coppie omosessuali sono, per loro natura, non fertili, diventa autonomamente un reato: ci sembra francamente una palese violazione del principio, costituzionalmente garantito, di libera manifestazione del proprio pensiero”. Per il Forum la legge disattende “il patto di corresponsabilità educativa” scuola-famiglia. “No a prevedere canali preferenziali per formazione, riqualificazione e inserimento lavorativo per le persone Lgbt” mentre “ogni anno 25mila mamme sono costrette a rinunciare al posto di lavoro, dopo la nascita del figlio” e vi sono “padri di famiglie numerose, disoccupati, che non riescono a trovare lavoro”. Il Forum sostiene la lotta alla discriminazione contro l’orientamento sessuale, purché in un contesto di una legge che comprenda tutte le discriminazioni in essere con pari dignità e senza corsie preferenziali e “chiede che la legge venga totalmente riscritta”, coinvolgendo associazioni e soggetti che tutelano tutte le discriminazioni.

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