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Elezioni europee: 100 giorni al voto. Duch, le più importanti e seguite nella storia comunitaria

(Strasburgo) Le più importanti e seguite elezioni del Parlamento europeo da quando, nel 1979, l’Assemblea fu eletta per la prima volta a suffragio universale; uno dei maggiori esercizi di democrazia partecipativa al mondo, con 373 milioni di persone chiamate ai seggi, fra cui 23 milioni di giovani alla prima esperienza elettorale. Così Jaume Duch, direttore generale della comunicazione del Parlamento europeo presenta a Strasburgo la campagna di informazione istituzionale verso l’appuntamento elettorale del 23-26 maggio (100 giorni da oggi) per il rinnovo dell’Assemblea comunitaria. Si tratta della nona elezione diretta, mentre l’ottava legislatura si concluderà con l’ultima sessione plenaria a Strasburgo, il 18 aprile. Restano aperti ancora 200 dossier politici e legislativi da chiudere, fra cui l’addio al Regno Unito, con il Brexit fissato al 29 marzo. Proprio il Brexit costituisce una incognita sul voto: se Londra lascerà l’Ue nel giorno stabilito sarà tutto più semplice, ma se il Brexit dovesse essere posticipato, anche i cittadini britannici potrebbero essere chiamati a eleggere i loro deputati. “È una ipotesi che abbiamo valutato ma che non cambia i nostri piani. Noi ci prepariamo – dice Duch – a elezioni fra i 27 Stati membri” che faranno parte dell’Unione il 30 marzo. Duch specifica: “sono elezioni inedite. Nel 2014 non si parlava di Brexit, Trump non era presidente degli Usa, era diversa la posizione della Russia e della Turchia” nel quadro politico internazionale. Le fake news non preoccupavano quanto oggi e l’attenzione dei media e dei social – osserva – sull’Ue “non era così forte”.

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