Tav: Boccia (Confindustria), “se lavoro non è centrale lo spieghino a tutti”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“L’analisi costi-benefici sulla Tav per noi significa solo 50mila posti di lavoro: a me basterebbe questo in una fase delicata per il Paese”. Lo ha affermato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, a margine dell’incontro promosso dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid). “Se il lavoro non è centrale – ha scandito – evidentemente ci sono altri obiettivi: farebbero bene a spiegarlo a tuti gli italiani, non solo a noi”. Boccia si è poi soffermato sulla questione delle trivelle, “quindi sull’occupazione e sul futuro di quelle imprese” oltre che su “una questione che dovremmo porci come Paese che non ha fonti energetiche e deve comparare all’estero”. “Il punto è – ha chiarito – confrontarsi nel merito dei contenuti, non solo sulle tattiche e su qualche tweet che riguarda poco la vita del Paese”. Quanto al nuovo segretario della Cgil, Maurizio Landini, Boccia ha confermato di averlo “incrociato in occasione de Congresso” e che “a breve ci vedremo con Cgil, Cial e Uil per continuare il lavoro”.

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