Rapporto Caritas: Cozzi (pastorale sociale Bari), “il processo di socializzazione oggi è molto debole”

“Uno dei problemi maggiori è la mancanza di servizi al cittadino e di mobilità pubblica. Questo non aiuta la periferia ad inglobare quel percorso formativo del centro della città. E così le dinamiche di tipo culturale, educativo e di svago, che vengono sviluppate in altre zone della città, non esistono”. Così Tommaso Cozzi, direttore dell’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Bari, commenta quelli che sono i dati emersi dal rapporto Caritas 2018 sulle povertà in Italia, presentato a Bari questa sera, e che accendono i riflettori sul quartiere Carbonara di Bari, periferia spesso dimenticata della città. “La luce che si accende sul quartiere Carbonara – dice – ci permette di continuare un lavoro di inclusione sociale che procede anche grazie alle scuole. La povertà educativa riguarda non solo il fenomeno scolastico, le cui strutture sono dei veri e propri presìdi per il quartiere, ma c’è anche e soprattutto una questione relazionale al centro del problema”. Nel documento, presentato in una delle scuole del difficile quartiere di Bari, emerge che “la povertà educativa sembra essere una questione ereditaria. Famiglie ad alta scolarizzazione hanno figli ad alta scolarizzazione e viceversa. Ma dal punto di vista relazionale c’è qualcosa che va oltre il sistema scolastico, nel senso che tutto il processo di socializzazione, che mira a creare comunità, è molto debole. Ed è in questo che le parrocchie hanno un ruolo fondamentale. Ma ciò non basta perché la povertà educativa è un qualcosa che si genera dal punto di vista culturale e degli stili di vita. Una questione sulla quale c’è da lavorare molto”.

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