Patti lateranensi: Nacci (Lateranense), posero fine alla “ideologia del liberismo più tenace di ogni tentativo di conciliazione”

I Patti lateranensi sono a valle dei decenni precedenti, della cosiddetta questione romana, sorta con la nascita del Regno d’Italia. Se ne è parlato durante la tavola rotonda oggi presso il Pontificio Collegio teutonico. Rileggendo le fonti, si scopre che sia Papa Leone XIII sia Crispi nel 1887 auspicavano la conciliazione. A parlarne è stato nel suo intervento Matteo Nacci, ordinario della Pontificia Università Lateranense: “Perché non è avvenuta nel 1887? La forza del liberalismo, l’ideologia del liberalismo, fu più tenace di ogni tentativo di conciliazione”. “L’atteggiamento di tensione emotiva assolutamente legittima è continuata con Benedetto XV. Il governo italiano guidato da Sonnino affermò nel 1917 che il Vaticano era sempre stato un nemico della nazionalità italiana. Se i rapporti fossero andati avanti in questo modo non saremmo arrivati ai Patti Lateranensi”. “L’effetto mediatico che ebbero i patti si può evincere da un articolo pubblicato il 2 marzo su la Civiltà Cattolica che esultava per il risultato. La stampa internazionale invece era molto critica verso il Papa. Soprattutto la stampa francese disse che il Papa non era più prigioniero dello Stato italiano ma del governo fascista. Una bellissima analisi è stata fatta dal ‘Manchester Guardian’, pur critico contro il regime fascista, che comprese l’importanza dei Patti lateranensi”.

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