Patti lateranensi: Dalla Torre, “hanno rafforzato la Santa Sede”

“Ancora in questi giorni nei commenti sui Patti Lateranensi è messo in evidenza il fatto che la Santa Sede abbia rafforzato il regime fascista e che abbiano ricevuto il dissenso di De Gasperi. Non si è mai considerato però come abbiano rafforzato la Santa Sede in Italia, quale sia stato il vantaggio durante l’occupazione nazista. È strano che la pubblicistica su queste cose non dica mai niente”. Così, a proposito dell’anniversario della firma dei Patti Lateranensi, si è espresso Giuseppe Dalla Torre, presidente dei Tribunali dello Stato della Città del Vaticano, durante la tavola rotonda organizzata presso il Pontificio collegio teutonico. “Il concordato – ha detto Dalla Torre – voleva aprire a una collaborazione fra le due autorità. Da parte vaticana, sin dall’inizio il concordato fu ritenuto anche come lo strumento posto a ulteriore garanzia della libertà della Santa Sede, non solo perché il papa è vescovo di Roma, ma perché inserita nel territorio italiano”. “Neppure vent’anni dopo – ha aggiunto -, i patti furono messi alla dura prova dalla Assemblea Costituente. Quell’accordo passato alla storia come la conciliazione aveva sotteso un unico grande valore: la collaborazione. È notorio che nella Costituente ci furuno voci contrarie ai patti. Ma non fu reclamata una restaurazione delle legge delle guarentigie. Non si voleva infrangere la pace religiosa che è si era creata”. “La revisione del Concordato nel 1984 fu richiamata dalle nuove esigenze della società italiana diversa dal 1929 ma anche dal 1946”. “Il confessionismo di Stato – ha commentato in conclusione il giurista – è venuto meno non con la revisione dell’84 ma con l’entrata in vigore della costituzione repubblicana”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori