Patti lateranensi. card. Giovanni Battista Re, “hanno sanato il dramma di coscienza per generazioni di italiani”

“Le voci che erano contrarie si sono negli anni convertite e riconosciute. La conciliazione è stato un evento di grande importanza che ha posto fine alle lacerazioni di quella nota come la questione romana e l’inizio di rapporti fra lo Stato e la Santa Sede”. Così il card. Giovanni Battista Re a conclusione della tavola rotonda. “Quei patti hanno sanato – ha continuato – il dramma di coscienza generazioni di italiani che non potevano partecipare. Apriva a dei vantaggi perché negli anni del nazismo era una fortuna che esistesse lo Stato del Vaticano. Dobbiamo ringraziare la provvidenza per quei patti”. “La Chiesa veniva la coscienza irrinunciabile di essere un soggetto giuridico riconosciuto, la concezione che la Santa Sede aveva di sé non era derivante dalla idea di potere temporale ma dell’avere piena autonomia e possibilità di interloquire alla pari. Era indispensabile recuperare una forma di autonomia territoriale come soggetto di diritto internazionale. Da qui la estenuante trattativa fino ai patti lateranensi”. “I Patti e la revisione – ha concluso – entrano nella linea del Concilio vaticano II della sana laicità per l’impegno per il bene delle persone”.

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