Furti alla Caritas Taranto: don Antonacci (parroco), “se c’è bisogno di qualcosa chiedere e non rubare”

“Non c’è risentimento o odio. Faccio solo un appello a queste persone: se hanno bisogno di qualcosa vengano a chiedercela, non c’è bisogno di rubare”. È il commento di don Ciro Antonacci, da 43 anni parroco della chiesa Angeli Custodi, al quartiere Tamburi di Taranto, periferia della città, dove è alta la sacca di marginalità sociale. “Sei furti in meno di due mesi – racconta don Ciro – la prima volta, a metà gennaio, hanno aperto un container dove avevamo trasferito tutto il materiale della Caritas, poiché da ottobre da noi sono iniziati i lavori di ristrutturazione della parrocchia. Le altre volte sono entrati nell’officina ed hanno preso delle attrezzature utilizzate dai nostri collaboratori pensionati per dare una mano nei lavori: due saldatrici, un compressore, delle scale. Fino a sabato mattina, quando per la prima volta sono stati sottratti viveri con cui diamo una mano ad una cinquantina di famiglie del posto. Circa il 20% di quanto avevamo, perché il resto sono stati costretti ad abbondonarlo vedendo giungere la vigilanza, che abbiamo allertato già dal terzo furto”. Nonostante le denunce ancora non è chiaro chi sia a compiere questi furti: “Non ho proprio idea di chi possa essere. Il fatto che ci siano dei lavori e quindi un cantiere aperto, di certo facilita. I parrocchiani sono molto dispiaciuti ed indignati. Ho ribadito loro che non ci dobbiamo accanire ma pregare e sperare che queste persone si convertano”. Intanto è iniziata una gara di solidarietà per aiutare la Caritas parrocchiale a recuperare i viveri ed il vestiario sportivo, tute e giacche, destinato ai ragazzini dell’oratorio. Alcune associazioni locali, come l’Ant, stanno già provvedendo ad aiutare don Ciro e la sua comunità.

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