Venezuela: Signis, solidarietà ai giornalisti arrestati. “Ora più che mai necessario sguardo di comunicatori indipendenti”

“Arbitrarie e inaccettabili”. Così vengono giudicate le detenzioni di giornalisti venezuelani e stranieri, che si sono moltiplicate in questi giorni da parte delle autorità del Venezuela, dall’Associazione cattolica per la comunicazione Signis Venezuela. In un comunicato, firmato dal presidente di Signis, Nestor Briceño, e dalla vicepresidente, Oscariny N. Hennig Fresa, si punta l’attenzione su quanto accaduto, in particolare, tra il 29 e il 31 gennaio, quando ben 11 giornalisti sono stati arrestati dalle forze dell’ordine, per essere successivamente o liberati o espulsi dal Venezuela. Si tratta di 4 venezuelani, 2 colombiani, 2 cileni, 2 francesi e uno spagnolo.
La nota ricorda che l’articolo 58 della Costituzione della Repubblica bolivariana del Venezuela garantisce al libertà di stampa e il pluralismo delle idee. E aggiunge che in “questo momento, nel quale si è riusciti a rompere una cappa informativa internazionale propiziata per più di vent’anni dal Governo nazionale rispetto alla vera situazione politica e sociale del Venezuela, è più che mai importante lo sguardo di comunicatori sociali indipendenti, sia nazionali che stranieri, che aiutino alla corretta formazione dell’opinione pubblica”.
Prosegue il comunicato di Signis: “Incoraggiamo tutti i comunicatori sociali e i proprietari dei mezzi d’informazione ad andare avanti nel compito di informare e promuovere i valori della solidarietà, della giustizia e della pace, accompagnando, coma hanno fatto finora, coloro che maggiormente soffrono le pene di una situazione piena di odio e di ingiustizia”.

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