Papa negli Emirati Arabi Uniti: don Cottini (Pisai), “la pace mondiale dipende ‘anche’ dalla pace tra cristiani e musulmani”

“Questo viaggio ha un’importanza unica. È la prima volta in assoluto che il capo della Chiesa cattolica sbarca nella penisola araba”. È don Valentino Cottini, docente di relazioni islamo-cristiane al Pisai, già preside dell’Istituto e direttore della rivista “Islamochristiana”, a leggere per il Sir la portata dal punto di vista di dialogo della Chiesa cattolica con l’Islam il viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi. “Invitato, certo, dal principe ereditario degli Emirati, Mohammed bin Zayed al-Nahyan, in cerca anche di un palcoscenico mondiale che sdogani l’immagine di chiusura religiosa del suo Paese”, sottolinea l’esperto. “Ma – aggiunge – non possiamo dimenticare che la penisola araba è la culla e il santuario dell’islam, dove per secoli si è sostenuto che potessero mettervi piede solo i musulmani. Le situazioni e la storia cambiano”. Gli Emirati non sono l’Arabia Saudita, osserva lo studioso, e non hanno i santuari della Mecca e di Medina ma la loro “politica di tolleranza”, favorita anche dalla fortissima immigrazione di mano d’opera internazionale, “si presenta come un’ottima occasione per stabilire nuovi ponti con l’Islam in un momento assai delicato dei rapporti tra le due religioni: la pace mondiale dipende ‘anche’ dalla pace tra cristiani e musulmani”.

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