Paesi Bassi: bambini stranieri non saranno espulsi. Celebrazione di ringraziamento il 10 febbraio all’Aja

L’accordo politico raggiunto martedì 30 gennaio permette ora alla famiglia armena Tamrazyan, così come a tante altre famiglie, un futuro sicuro nei Paesi Bassi. I Tamrazyan hanno lasciato la chiesa Bethel dopo oltre tre mesi di celebrazioni liturgiche ininterrotte, per impedire l’irruzione della polizia, perché la Camera ha approvato, non senza tensioni, le proposte di modifica del ministro per l’immigrazione Mark Harbers al regolamento per l’amnistia dei bambini. Spiega al Sir Dirk Gudde, presidente del Consiglio delle Chiese, che in questi mesi ha dato voce alla richiesta di modifica del regolamento che avrebbe portato all’espulsione di oltre 600 bambini dai Paesi Bassi: “L’amnistia, la Regeling Kinderpardon approvata nel 2013, non offriva soluzioni alle famiglie con bambini che erano nel Paese da oltre 5 anni” e che per la lentezza delle procedure di asilo, dopo anni dall’arrivo vedevano respinta la loro richiesta e costretti a lasciare il Paese. “Ora la nuova normativa prevede criteri meno rigidi per la concessione di questa amnistia, il che significa che molti di questi bambini potranno restare, con un permesso permanente”, spiega Gudde. “Purtroppo, negli ultimi mesi sono stati costretti a partire molti bambini che con le nuove regole sarebbero potuti restare”, ha scritto in una nota il Consiglio delle Chiese che invita comunque a festeggiare per il successo di questa campagna, con una celebrazione presso la “grande chiesa” all’Aja domenica 10 febbraio.

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