Migranti: Oxfam Italia-Borderline Sicilia, “nel Mediterraneo 5.300 morti annegati in due anni, 143 morti su 500 arrivi solo nel 2019”

“A due anni dalla firma, l’accordo Italia-Libia sulle migrazioni, sostenuto dall’Unione europea, continua a produrre morti nel Mediterraneo e a favorire la detenzione nei centri libici di migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da guerre e fame. In due anni sono annegate 5.300 persone, di cui 4.000 solo nella rotta del Mediterraneo centrale”. Lo denuncia oggi Oxfam Italia che con Borderline Sicilia diffonde il rapporto “Accordo Italia-Libia: scacco ai diritti umani in 4 mosse”. Nel documento, spiega una nota, si “analizza la strategia messa in atto dal governo italiano e dall’Ue, che – incurante dei vincoli del diritto internazionale – mostra tutta la sua inadeguatezza nella gestione di politiche di ingressi regolari nel nostro continente e di meccanismi di redistribuzione automatica dei migranti tra gli Stati membri”.
“Proprio a partire dall’accordo Italia-Libia di due anni fa, sono quattro le mosse che secondo la nostra analisi hanno causato un vero e proprio scacco ai diritti umani, generando effetti disastrosi sul tasso di mortalità nella rotta del Mediterraneo centrale passato da 1 vittima ogni 38 arrivi nel 2017 a 1 ogni 14 nel 2018”, afferma Paolo Pezzati, policy advisor per la crisi migratoria di Oxfam Italia. “Si sono contati 1.311 tra morti e dispersi lo scorso anno e – prosegue – allo stesso tempo sono peggiorate drammaticamente le condizioni di vita dei migranti in Libia. È necessaria un’inversione di rotta, verso l’attuazione di politiche di aiuto e cooperazione improntate al rispetto dei diritti umani e alla costruzione di un ambiente sicuro in Libia e in Europa”.

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