Istituti Vita consacrata: Ros (Santa Sede), “ogni cultura esprime un modo di vivere da discepoli di Gesù”

“La interculturalità nella vita consacrata è un fatto che ogni cultura esprime un volto, un modo di essere, di vivere da discepoli di Gesù in consonanza con i carismi dei nostri istituti”. Lo scrive Carmen Ros, sottosegretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, nell’edizione de “L’Osservatore Romano”, in edicola oggi pomeriggio con la data di domani, quando si celebra la Giornata mondiale. “Qui a Roma, come ogni anno, viviamo nella basilica di San Pietro, intorno al Santo Padre, questo evento gioioso di comunione in una polifonia di lingue, culture e sensibilità che ci consente di sperimentare, nella Chiesa, il dono della interculturalità, intesa anche come segno dell’azione dello Spirito nella nostra vita consacrata e realtà che orienta vita e missione”. Ros afferma che “siamo chiamati a essere segno della vicinanza di Dio”. “La nostra vocazione all’amore ci fa promuovere la cultura della vita con un nuovo stile che ci porta a impegni concreti – aggiunge -, a relazioni nuove tra di noi, nuove forme di essere comunità e nuovi cammini a servizio della nostra missione”. Nelle parole del sottosegretario della Congregazione vaticana la convinzione che “la vita consacrata ha un volto, un pensiero e un cuore interculturali”. “La sfida – precisa – è collocare la nostra esperienza di Dio nell’interculturale, nell’interreligioso e nell’intergenerazionale; discernere la ricchezza e le opportunità interculturali della nostra vita e missione quotidiana”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa