Istituti Vita consacrata: mons. Rodriguez Carballo (Santa Sede), “evitare la deriva settaria”

“Molte sono le sfide che in questo momento si presentano alla vita consacrata, e molti sono i rischi che i consacrati possono correre. Tra le sfide più importanti c’è quella della comunione e della fraternità. E tra i rischi più nocivi c’è quello della deriva settaria”. Lo scrive mons. José Rodriguez Carballo, arcivescovo segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica nell’edizione de L’Osservatore Romano, in edicola oggi pomeriggio con la data di domani, quando si celebra la Giornata mondiale. Soffermandosi sulla “sfida della fraternità”, l’arcivescovo spiega che “si presenta come uno degli elementi fondamentali della vita religiosa”. “La vita fraterna in comunità è profezia. Non esiste vita fraterna in comunità senza che ci siano relazioni interpersonali autentiche. La fraternità sa di uguaglianza nella diversità”. Un’altra sfida alla vita fraterna in comunità è quella di “essere costruttori di fraternità e non semplici consumatori”. “La corresponsabilità in una comunità che si dica anche fraternità non è soltanto vitale, ma è anche il punto di partenza. Occorre, poi, creare legami positivi tra i membri, generare speranza, contenere il dolore e accogliere la vita e, quando sia il momento, esercitare la correzione fraterna”. La raccomandazione è quella di tenere “lontana da questa visione una autorità di controllo e di potere”. Da evitare, secondo l’arcivescovo, anche “il settarismo, quasi sempre sinonimo di intolleranza, integralismo, fondamentalismo e discriminazione”, che “si alimenta con l’ideologia, di qualunque segno”. “La deriva settaria è un fenomeno significativo nelle società contemporanee, al quale non è estranea né la Chiesa né la vita consacrata stessa”.

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