Giustizia riparativa: Meli (Cica), “riguarda anche i sieropositivi e malati di Aids. Ancora tanti pregiudizi”

La giustizia riparativa è un tema che riguarda anche le persone sieropositive e malate di Aids. Paolo Meli, presidente del Coordinamento italiano delle case alloggio per persone con Hiv/Aids (Cica), ha ricordato l’impegno dell’organizzazione in questo ambito durante il convegno promosso oggi a Roma insieme con il Cnca. “Le case alloggio – ha detto – sono attive ormai sul territorio dal 1994 e fanno parte di questo percorso per farsi forza. Sono 40 gli enti aderenti e 50 le case in 14 regioni concentrate soprattutto al Nord. Ospitiamo circa 500 persone particolarmente fragili. Negli anni, abbiamo sviluppato un modello di assistenza”. Secondo i dati nazionali, si contano 130mila casi di persone affette da Hiv. “L’Hiv – ha commentato – è divenuta una malattia invisibile o comunque si preferisce non vederla. Si fatica ad accettare ancora e non si vuole raccontare. Diventa un segreto da non svelare neanche ai propri familiari. Stigma e pregiudizi sono comunque radicati. La stampa ne parla solo in occasione di casi eclatanti”. “Non ci sono molti studi epidemiologici sulla popolazione carceraria. Alcuni stimano che ci siano circa 4-5mila detenuti con Hiv. La sensazione è che possa esserci una crescita dato il ritardo nella diagnosi”.

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