Giustizia riparativa: Mastropasqua (ministero), “autore del reato e vittima soggetti attivi del percorso”

“La responsabilità nella giustizia riparativa guarda al futuro per ristabilire una relazione con chi il reato l’ha subito. Autore e vittima sono soggetti attivi e non passivi in un percorso di effettiva praticabilità”. Così Isabella Mastropasqua, del ministero della Giustizia – Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, durante il convegno promosso oggi a Roma da Cnca e Cica. Fondamentale per la dirigente è la funzione della comunità. “I diritti della vittima sono al primo posto – ha ricordato – ma anche la comunità ha un ruolo come soggetto promotore di riparazione. La giustizia di comunità richiama l’idea del dono e del sentirsi responsabile verso l’altro. È una giustizia che guarda alla comunità come luogo per ripristinare un modo per stare insieme”. “L’esperienza italiana – ha osservato – ha visto un modello originale: nei territori abbiamo costruito sinergie per sostenere l’attivazione di pratiche di giustizia riparativa. È una risposta concreta che ha permesso di abbassare la recidiva. L’effettiva individuazione della risposta penale consente anche allo strumento della giustizia riparativa di operare. Come dipartimento faremo anche un lavoro di revisione sui termini perché è necessario dare alle parole un significato condiviso altrimenti diventa difficile la regolamentazione”. “In ogni servizio di giustizia riparativa abbiamo istituito un referente. Insieme abbiamo visto le differenze e le fatiche. Nella programmazione 2018 abbiamo finanziato 11 progetti integrati. Per il 2019 – ha concluso – gli uffici per l’esecuzione penale ci fanno sapere di essere pronti per attivarsi”.

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