Comunicazioni sociali: p. Spadaro (Civiltà Cattolica), “la sfida della comunicazione è operare per costruire”

“Lo stesso concetto cristiano di prossimo è in crisi”. Così padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, durante l’incontro organizzato nella sede della Federazione nazionale stampa italiana. “Adesso il prossimo è in fase di mutazione. Quando postiamo qualcosa sui social pensiamo che gli altri la vedano. Se nessuno mette i like nei primi 10 minuti a ciò che pubblichiamo ci disperiamo”. “Il nostro lavoro ha un impatto diretto sull’umanità condivisa. Il Papa accanto al titolo del messaggio ha posto una citazione di San Paolo nella lettera agli Efesini: “Siamo membra gli uni degli altri”.  La domanda di una democrazia diretta sembra oggi mettere in crisi la democrazia rappresentativa.  La rete sembra essere luogo di azione e strumento di azione. C’è un problema ma anche una sfida da cogliere: non si può far più finta che la rete non esista, il consenso si formerà anche in rete e il disagio si formerà soprattutto lì”. Il direttore di Civiltà Cattolica si è chiesto poi come trasformare la rete in forme di partecipazione democratica senza farla scadere nella demogogia.  “La questione è come la rete plasma la realtà – ha osservato -. Come cambia il nostro modo di vivere insieme e il fare politica. Il nostro problema è che abbiamo pensato finora alla rete come a una cosa per ragazzini. Occorre ricordare che la maggior parte di noi si sente abitanti di Italia ma non cittadini. Senza partecipazione la democrazia si atrofizza. Ecco la sfida della comunicazione: operare per costruire non per distruggere”.

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