Abusi: mons. Russo (Cei), “nessuna giustificazione può insabbiare le responsabilità”

“Non può esserci alcuna giustificazione che porti a coprire o insabbiare le responsabilità o a sottovalutare le ferite inflitte in maniera indelebile nelle persone abusate; e non può certamente sussistere un atteggiamento difensivo, volto a tutelare l’immagine della Chiesa da scandali che creano sconcerto”. Lo scrive il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, nell’edizione di febbraio del mensile “Jesus”, che mette a fuoco l’azione della Chiesa italiana per contrastare gli abusi sessuali del clero. Riferendosi al lavoro dei media, il vescovo afferma che “hanno contribuito a un’assunzione piena di responsabilità”. Soffermandosi, invece, sul lavoro della Chiesa italiana, mons. Russo spiega che “abbiamo avvertito l’importanza di spostare l’attenzione sui temi della prevenzione e della formazione, superando le Linee guida del 2014, più orientate ad affrontare gli abusi dal momento che vengono portati alla luce, ma che rischiano di rimanere in un atteggiamento soprattutto difensivo”. Quindi, il riferimento, “per dar gambe a questa scelta”, al Consiglio permanente del settembre 2017, che “ha voluto una Commissione per la tutela dei minori”. Il “punto davvero dirimente”, secondo il segretario generale della Cei, è stata “la scelta di porre come prioritaria la tutela del minore”. “Va riconosciuto – aggiunge – che, nei fatti, la nostra è una Chiesa che ha sempre promosso un impegno educativo diffusissimo verso i più giovani: lo fa anche nel nostro tempo, accogliendoli nelle proprie strutture – oratori, ambienti parrocchiali, ricreativi, sportivi e culturali – e rispondendo a testa alta alla fiducia dei genitori che ce li affidano”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa