Siria: Orkan (Uiki), “fermare l’offensiva della Turchia” e “difendere la democrazia”

“Quando è iniziata la guerra civile in Siria nove anni fa, non sapevamo dove saremmo arrivati. I curdi, dopo una prima avanzata dell’Isis, hanno iniziato a difendere la terra e il popolo, tra cui tante famiglie di assiri, armeni, arabi, e hanno deciso che non si sarebbero schierati né dalla parte dell’Isis né da quella del regime, diventano così una terza forza per la creazione della democrazia”. A parlare è stata, ieri sera, Ylmaz Orkan, dell’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia (Uiki), in occasione dell’incontro “Rojava, uno sguardo oltre la guerra”. In seguito alla recente offensiva turca, dai territori del nord-est della Siria sono almeno 300mila le persone scappate dalle proprie case e che non possono tornare indietro: “La Turchia sta occupando un altro Paese e questo è illegale. Chiediamo alla comunità internazionale e alla comunità europea di fermare il governo di Ankara, altrimenti non saremo solo noi a pagare con il sangue e il dolore, ma anche i cittadini europei ne sconteranno il prezzo con una crisi economica e con la nascita di partiti nazionalisti. Dobbiamo difendere il concetto di democrazia”.

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