Tutela dei minori: Diaco (Cei), “vogliamo proporre un modello nazionale di buone pratiche”

“C’è ancora fiducia da parte della società, delle famiglie, nell’educazione cattolica, che si conferma una formazione di qualità. Una realtà che sta cercando di interpretare le trasformazioni del nostro tempo e di accettare le sfide che esso comporta”. Lo ha detto Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, a chiusura del convegno “Non fate male a uno solo di questi piccoli”, incentrato sul tema degli abusi sui minori. L’incontro si è svolto all’interno del congresso nazionale della Federazione istituti di attività educative (Fidae), da oggi al 6 dicembre a Roma, su “I linguaggi delle nuove generazioni: educare attraverso le arti”.
Diaco, nel far notare come nel 2019 il numero delle scuole cattoliche abbia registrato un più 22%, per un totale di 7.955, ha annunciato che tra i prossimi obiettivi come Ufficio della Cei “vi è quello di individuare e far emergere le buone pratiche che già ci sono nelle scuole cattoliche, nell’ordine dell’ascolto, della vigilanza e delle relazione dei vari soggetti coinvolti”.
“Vogliamo inoltre proporre delle indicazioni nazionali, creare un modello che possa essere adottato nelle diverse realtà educative che appartengono al nostro mondo”, ha aggiunto il direttore, sottolineando come “l’elaborazione di queste norme vedrà al centro la persona, la cura e la tutela di essa”.
“Infine – ha precisato Diaco – incentreremo le nostre azioni sulla formazione dei docenti, delle realtà cristiane e istituiremo la figura di un referente scolastico che supervisionerà sui minori e potrà essere punto di rifermento per le famiglie. Oltre ad attivare e potenziare nuovi percorsi di educazione sessuale, affettiva, e di cittadinanza digitale rivolti ai ragazzi”.

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