Papa Francesco: messaggio alla Cop25, “parole lontane dalle azioni concrete”, “rispettare i tempi della scienza”

“Gli impegni attuali presi dagli Stati per mitigare e adattare il cambiamento climatico sono lontani da ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi”. E’ quanto denuncia il Papa, nel messaggio inviato ai partecipanti alla Conferena sul clima del Nazioni Unite (Cop 25), in corso a Madrid fino al 13 dicembre, e letto dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, all’apertura dei lavori. “Dopo quattro anni – il bilancio di Francesco della Cop 21 – dobbiamo ammettere che questa consapevolezza è ancora piuttosto debole, incapace di rispondere adeguatamente a ciò che il forte senso di urgenza per una rapida azione chiede sulla base dei dati scientifici a nostra disposizione”. “Questo dimostra come le parole siano lontane dalle azioni concrete!”, il monito del Papa, secondo il quale “c’è un crescente accordo sulla necessità di promuovere processi di transizione e di trasformazione del nostro modello di sviluppo, di incoraggiare la solidarietà e di rinforzare i forti legami tra la lotta contro i cambiamenti climatici e la povertà”. Lo dimostrano, per il Santo Padre, “e molte iniziative attuate o in via di attuazione, non solo da parte dei governi ma anche dalle comunità locali, dal settore privato, dalla società civile e dagli individui”. Tuttavia, denuncia, il Papa, rimane “molta preoccupazione sulla capacità di tali processi di rispettare i tempi richiesti dalla scienza, così come la distribuzione dei costi che essi richiedono”. “Dobbiamo seriamente chiederci se c’è la volontà politica di allocare con onestà, responsabilità e coraggio più risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico, così come per aiutare le popolazioni più povere e più vulnerabili, coloro che ne soffrono di più”.

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