Notizie Sir del giorno: udienza, migranti e corridoi umanitari, Mes, guerra in Siria, vescovi spagnoli su fine vita, famiglia, test Ocse-Pisa

Papa Francesco: udienza, “la magia non è cristiana”, “se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago”

“La magia non è cristiana”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro davanti a 9mila persone. “La potenza di Dio che irrompe ad Efeso smaschera chi vuole usare il nome di Gesù per compiere esorcismi ma senza avere l’autorità spirituale per farlo – ha raccontato Francesco sulla scorta degli Atti degli Apostoli – e rivela la debolezza delle arti magiche, che vengono abbandonate da un gran numero di persone che scelgono Cristo e abbandonano le arti magiche”. “Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago”, il monito di Francesco: “La fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito”. “Forse qualcuno di voi mi dirà”, l’obiezione a braccio del Papa: “Questa della magia è una cosa antica, oggi con la civiltà cristiana questo non succede. Ma io vi domando: quanti di voi vanno a farsi i tarocchi? Quanti di voi vanno a farsi leggere le mani dalle indovinatrici, a tirare le carte? Anche oggi, nelle grandi città: cristiani pratici vanno ancora a queste cose”. “Per favore, la magia non è cristiana”, l’appello del Santo Padre: “Queste cose che si fanno per indovinare il futuro, tante cose, o per cambiare situazioni di vita non sono cristiane. La grazia di Dio ti porta tutto: prega e affidati al Signore”. (clicca qui)

Migranti: card. Krajewski, “se monasteri e case religiose accogliessero almeno una persona a Lesbo non troveremo nessuno”

“Aprite le vostre case, le vostre canoniche, i vostri palazzi. C’è lo spazio. Ci sono le risorse. Se monasteri e case religiose accogliessero almeno una persona o almeno una famiglia, a Lesbo non troveremo nessuno”. L’appello dell’elemosiniere del Papa, card. Konrad Krajewski, dall’aeroporto di Fiumicino dove questa mattina sono arrivati 33 rifugiati di diversa nazionalità (Afghanistan, Camerun e Togo) grazie ai corridoi umanitari da Lesbo e Samos. (clicca qui)

Ue-Italia: Centeno (Eurogruppo), “il Mes non cambia”. Premier Conte, nessun problema per la tenuta del governo

(Bruxelles) “Non vediamo ragione per cambiare il testo”: Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo, lo ha affermato riferendosi ad eventuali richieste di modifica del Meccanismo europeo di stabilità (fondo salva-Stati) del quale si discute da settimane in Italia. La firma del Mes dovrebbe avvenire a gennaio. “Abbiamo lavorato molto quest’anno sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e abbiamo preso una decisione a giugno, con un accordo politico”, ha specificato Centeno. “Ora stiamo discutendo solo di questioni tecniche”. Parole che tornano ad agitare la politica italiana. Per questo da Londra, dove ha partecipato al vertice Nato, il premier Giuseppe Conte ha assicurato che l’Italia darà il via libera al fondo solo se saranno accolte alcune obiezioni riguardanti l’assicurazione europea sui depositi e il bilancio della zona euro. “Ci siamo aggiornati con il ministro Gualtieri, ci sarà un passaggio parlamentare e procederemo con una interlocuzione lineare con i partner. Vedremo tempi e modi per procedere. C’è una logica di pacchetto e a quella ci atteniamo”. Conte esclude su questo tema problemi per la solidità della maggioranza. (clicca qui)

Siria: da Qamishili e Idlib si alza la voce dei cristiani, “basta guerra! Pagano solo i più deboli e gli innocenti”

“I combattimenti tra l’esercito regolare e i jihadisti sono intensi e si stanno avvicinando anche ai nostri villaggi cristiani di Knaye, Gidaideh e Yacoubieh. Si combatte a pochi chilometri da qui”. Così padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino di Knaye, racconta al Sir gli scontri in corso nella zona di Idlib, ultimo bastione rimasto in mano agli oppositori di Assad. “Da tre giorni assistiamo a bombardamenti. L’intenzione dell’esercito siriano – si sente dire – è di riaprire delle vie di comunicazione ritenute strategiche, tutto in accordo con Russia e Turchia. Ma la risposta jihadista si fa sentire, hanno armi e un gran numero di miliziani. A pagare questa guerra, come sempre accade, sono gli innocenti, i bambini, i più piccoli”. Ad alimentare la speranza nella fine della guerra, dopo quasi nove anni, e nella pace giunge adesso il Natale. Oggi, per la festa di santa Barbara, “abbiamo organizzato una festa in maschera per regalare un po’ di svago a questi nostri piccoli figli che soffrono tantissimo. Sarà un anticipo della gioia del Natale. Basta guerra”. (clicca qui)
Anche a Qamishli (nord est siriano), “non ci sentiamo al sicuro, la sensazione è che qualcosa di grave possa ancora accadere”. La locale comunità cristiana fatica a riprendersi dopo l’attentato terroristico, rivendicato dall’Isis, in cui hanno perso la vita l’11 novembre scorso il parroco armeno-cattolico di san Giuseppe, Ibrahim (Hovsep) Hanna, e suo padre. “La comunità e il clero vivono una sorta di psicosi, la sensazione palpabile è che ci possano essere ancora attacchi – ha spiegato al Sir padre Antonio Ayvazian, vicario episcopale della comunità armeno-cattolica dell’Alta Mesopotamia e della Siria del Nord –. La paura è diffusa ma cerchiamo di continuare la nostra vita e la nostra missione, soprattutto ora che abbiamo cominciato il tempo di Avvento”. (clicca qui)

Spagna: fine vita, documento dei vescovi. “Seminatori di speranza. Accogliere, proteggere e accompagnare nella fase finale” dell’esistenza

È stato presentato oggi a Madrid il documento dei vescovi spagnoli “Seminatori di speranza. Accogliere, proteggere e accompagnare nella fase finale di questa vita”. “Frutto di due anni di lavoro corale, a cui hanno partecipato medici, malati, familiari, operatori sociali” il documento intende proporre alcune “riflessioni nate dall’esperienza” perché si “rifletta sul tema e non si diano risposte preconfezionate”, ha detto ai giornalisti il vescovo di Bilbao, Mario Iceta, che è presidente della sottocommissione episcopale per la famiglia e la difesa del vita. Si tratta di un testo di 48 pagine che, si legge nell’introduzione, “mira ad essere pedagogico e di facile lettura per tutti” e così si è evitato, ad esempio, “di riempirlo di riferimenti e note a piè di pagina”. Il documento muove dall’analisi del “dibattito sociale sull’eutanasia, il suicidio assistito e la morte degna”: che cosa ci sta alla base, quali aspetti evidenziano coloro che sono a favore, quali argomentazioni vengono utilizzate e, una dopo, l’altra le confuta. Poi il testo si apre ad esaminare i fondamenti dell’“etica della cura del paziente: dignità, salute, malattia” (cap. II) per spiegare quindi che cosa sia la medicina palliativa, i diritti del malato terminale, il trattamento palliativo, la sedazione palliativa profonda fino all’accanimento terapeutico. (clicca qui)

Famiglia: Iref-Acli, “negli ultimi anni nessuna vera politica riformistica a suo favore”. Resiste “un modello abbastanza tradizionale”

“A fronte di una retorica sulla famiglia spesso stantia e strumentale, le misure effettivamente dirette a sollevare questo soggetto dalle molteplici funzioni svolte risultano scarse e/o inefficaci. Negli ultimi anni essa è stata protagonista di leggi e di interventi legislativi e amministrativi, ma non di una vera politica riformistica a suo favore e soprattutto dei suoi componenti più deboli”. È uno dei passaggi della ricerca “Il vero volto della famiglia italiana: un racconto attraverso i dati” realizzata da Federica Volpi che è stata presentata oggi pomeriggio nel corso dell’evento promosso da Acli e Iref a Roma. “Le famiglie – spiega la stessa Volpi – sono certamente influenzate dal variare delle circostanze economiche, sociali e ambientali, ma nelle modalità in cui dispiegano la propria vita sono anche in grado di influenzare tutti gli aspetti del vivere sociale”. Dall’indagine emerge, per esempio, che per il 40,3% degli intervistati la famiglia è il luogo dove si trasmettono i valori, per il 26,1% un luogo dove si può sempre tornare quando si incontrano difficoltà, per il 20,5% una risorsa per la società. L’indagine conferma poi come resista “un modello abbastanza tradizionale della famiglia” verso la quale si può fare affidamento, anche in caso di avversità. In generale viene espressa molta soddisfazione per le relazioni familiari. Infine, in famiglia è difficile contrastare i modelli dei media (26%) e avere aiuto dalle altre agenzie educative (10,8%). (clicca qui)

Scuola: tanti studenti leggono ma non comprendono. Affinati (insegnante), “crescono con i piccoli e grandi schermi, ma senza gerarchie di valori”

“Siamo di fronte a ragazzi che magari conoscono più parole rispetto a quelle conosciute dai loro coetanei fino a vent’anni fa, però, la loro attenzione è più superficiale sul testo”. Lo dice al Sir Eraldo Affinati, scrittore e docente, commentando i dati dell’indagine Ocse Pisa, che segnalano il peggioramento della capacità dei quindicenni italiani di comprendere un testo. Solo il 5% dei 15enni avrebbe una comprensione “totale” di ciò che legge. “Credo che siano dati preoccupanti che segnalano un problema che dovrebbe essere al centro dell’attenzione politica, in particolare il fatto che un 15enne su quattro non comprende bene ciò che legge”. Secondo Affinati, “c’è anche un nesso con la rivoluzione digitale che stiamo vivendo, il fatto che i ragazzi crescano con i piccoli e grandi schermi in qualche modo ostacola una lettura approfondita del testo”. In quest’ottica, il lavoro da fare, a suo avviso, dovrebbe essere proprio della scuola, cioè “ripristinare le gerarchie di valore all’interno della grande rete”. (clicca qui)

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