Marina Militare: mons. Marcianò (Omi), “salvare dalla morte possibile uomini, donne, bambini che annegano modo bello di salvare la vita”

“Nella nostra cultura del ‘tutto e subito’, la logica del guadagno miete sempre nuove vittime: dai poveri di mezzi e di risorse, ai poveri perché soli, dimenticati da un mondo povero di relazioni. Dentro questa logica che tutto giustifica e controlla, germoglia il seme della prevaricazione, della violenza, della guerra”. A questa logica va opposta “un’etica globale di solidarietà e cooperazione al servizio di un futuro modellato dall’interdipendenza e dalla corresponsabilità dell’intera famiglia umana di oggi e di domani”. Lo ha detto l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, celebrando oggi a Roma, la festa di Santa Barbara davanti ai militari della Marina Militare. Ricordano il martirio della santa, l’arcivescovo castrense ha rimarcato come “il martirio sia la cifra che oggi ci viene posta dinanzi e che si identifica con le parole stesse di Gesù: ‘Chi vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua’. È la concretezza della vostra vita”. “Penso alle operazioni di salvataggio in mare che continuano, compito al quale tenete fede superando paure e difficoltà, limitazioni di tipo disciplinare e le non facili relazioni internazionali. Penso – ha detto mons. Marcianò – alla dedizione e alla competenza che vi fanno trovare nel mare un ambiente vitale da proteggere e valorizzare. È un modo ampio e bello di salvare la vita. Salvare dalla morte possibile gli uomini, le donne, i bambini che annegano; salvare in emergenze climatiche e in calamità, con ogni tipo di soccorso in mare; ma anche salvare quella bellezza che il mare rappresenta e racchiude. Dunque, salvare la vita altrui, dice Gesù, per salvare la propria vita. Si tratta di salvare il senso dell’esistenza umana, che è per il dono non per il guadagno”.

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