Dialogo ebraico-cristiano: card. Bassetti, “purificare il linguaggio” per “sradicare ogni traccia di disprezzo, odio e razzismo”

“Occasioni come quella dei Colloqui sono molto preziose per la purificazione del linguaggio, per sradicare ogni traccia di quell’insegnamento del disprezzo e dell’odio che nella storia ha provocato tanti lutti e efferati delitti, pagine oscure che ci è perfino difficile immaginare”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo stasera il Colloquio ebraico cristiano di Camaldoli. “Soprattutto oggi, con il minaccioso riaffacciarsi di atteggiamenti, parole e gesti antisemiti, camuffati come cose normali e innocue – la tesi del cardinale – la purificazione del linguaggio e la cura della memoria sono indispensabili per sconfiggere le nuovi sfide contro ogni forma di razzismo e di rifiuto dell’altro”. Di qui l’importanza di “una revisione nel linguaggio”, a partire dalla prassi pastorale. “Nella nostra catechesi, soprattutto nella nostra predicazione domenicale – il grido d’allarme di Bassetti – ci sono ancora troppe semplificazioni, che non aiutano, non solo a coltivare il dialogo tra ebrei e cristiani, ma nemmeno a vivere pienamente la nostra fede cristiana. Ormai, con il cammino fatto anche dall’esegesi biblica negli ultimi cinquant’anni, non è più possibile fare affermazioni di questo tipo. Potrebbe sembrare una affermazione scontata, ma basta una breve indagine nella predicazione domenicale, per scoprire che scontata non è affatto e che c’è bisogno ancora di un grande lavoro”.

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