Colombia: p. De Roux (presidente Commissione Verità), “seri ostacoli al cammino di pace”

“Siamo stati creati per fare una riflessione che serve alla non ripetizione di un conflitto che avrebbe dovuto concludersi con la firma dell’Accordo, ma il conflitto continua. Certamente, stiamo lavorando per la non continuazione, ma questa situazione ci pone seri ostacoli. Il primo è l’insicurezza per le persone. C’è paura nel Paese”. Lo afferma al Sir padre Francisco De Roux, presidente della Commissione per la Verità. “Ero a Bajo Atrato, a Bojayá, per accompagnare l’accoglienza dei corpi del celebre massacro, restituiti ai familiari – riferisce il gesuita – e ci siamo resi conto che le comunità sono schiacciate da Eln e paramilitari gaitanisti. Per alcune persone, uscire per dire la verità ha un rischio. Molte volte resistono al venire nelle case della verità e devi andare a cercarle. In alcuni casi, attori armati ci hanno detto che dobbiamo rispettare la loro autorità sul territorio. Ciò, assieme all’assassinio di leader sociali, di quasi 180 ex combattenti del Farc, e assieme a messaggi poco chiari da parte delle Istituzioni statali sulla determinazione di andare avanti con l’intero Accordo di pace, ci fa navigare in acque non facili”. La convinzione di p. De Roux è che “oggi la maggior parte dei colombiani desidera la piena attuazione dell’accordo di pace”. “Nel partito al governo insistono sul fatto che una parte molto ristretta degli accordi sia rispettata, che è legata all’ottenimento di un buon lavoro per coloro che sono usciti dalla guerra, ma non è solo quello il problema”. Poi, l’attenzione alla riforma rurale globale, che “comporta la concessione di tre milioni di ettari agli agricoltori, aprendo loro strade, dando loro credito, salute, un mercato per i loro prodotti”. Infine, la partecipazione delle vittime alla Camera dei rappresentanti, il programma di sostituzione delle colture, la riforma della politica e la custodia dei leader sociali. “Tutto ciò fa parte dell’accordo e deve essere preso in modo approfondito”, conclude il gesuita.

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