Belgio: Chiesa cattolica, secondo rapporto annuale. Meno sacramenti, 155 comunità di origine straniera, sei birrerie trappiste

Dal “Secondo rapporto annuale” pubblicato oggi dalla Conferenza episcopale belga emerge che il terzo cambiamento è “il passaggio da una Chiesa sociologica alla scelta personale di essere cristiano”, il che significa che i sacramenti si scelgono nella coscienza e non si fanno per tradizione. Questo si riflette nei numeri: tra il 2016 e il 2018 i battesimi sono diminuiti dell’11,83%, le cresime del 4,33%; calati anche i matrimoni religiosi (-13,92%) e le presenze all’eucarestia (-16,79%). Un quarto tratto nuovo è la “crescente diversità” delle comunità: accanto a quelle di lingua olandese, francese e tedesca, ci sono 155 comunità cattoliche di origine straniera e 9 di rito orientale (come caldei o cattolici siriani). Nel 2018 sono state sconsacrate 31 chiese, otto di loro riassegnate ad altre comunità cristiane. 600 persone al giorno hanno visitato centri spirituali e di ritiro, ostelli monastici e foresterie dei conventi, 2.853.040 sono stati i visitatori delle 9 cattedrali, 395 persone lavorano nelle fabbriche di birra, caseifici e locande delle sei abbazie trappiste (Achel, Chimay, Orval, Rochefort, Westmalle e Westvleteren).

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