Venezuela: mons. Azuaje (vescovi), “il popolo giudichi la chiusura che ha generato sofferenza, povertà e mancanza di libertà”

Sono passati tre anni dalla lettera che il segretario di Stato, card. Pietro Parolin, inviò, in data 1° dicembre 2016, al presidente venezuelano Nicolás Maduro, per mettere nero su bianco le quattro condizioni necessarie perché esistesse la possibilità di un dialogo autentico in Venezuela: l’apertura di un canale umanitario per portare viveri e medicinali alla popolazione, un cammino elettorale concordato, il riconoscimento dell’Assemblea nazionale e del suo ruolo costituzionale, la liberazione dei prigionieri e detenuti politici. L’anniversario e in quattro punti sono stati ribaditi ieri, in una breve nota, da mons. José Luis Azuaje Ayala, presidente della Conferenza episcopale venezuelana e arcivescovo di Maracaibo: “Il popolo venezuelano, conoscendo il modo di essere e di operare del Governo, sapeva che non avrebbe rispettato questi impegni. A tre anni di distanza, che sia lo stesso popolo a giudicare questa scelta di chiusura, che ha generato sofferenza, povertà e mancanza di libertà”.

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