Ex-Embraco: mons. Nosiglia (Torino) incontro gli operai, “siete stati illusi con scelte e promesse virtuali”

L’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, è tornato ad incontrare i lavoratori delle ex-Embraco (ora Ventures) di Chieri per continuare a portare loro la vicinanza della Chiesa torinese: gli operai, infatti, dopo due anni di vertenza non hanno ancora un futuro delineato su cui fare affidamento. L’arcivescovo aveva già incontrato gli operai e, proprio partendo da questo precedente, ha esordito dicendo: “Non avrei mai voluto rivivere questo momento, che mi riporta indietro nel tempo quando sono venuto a trovarvi in piena crisi e abbiamo deciso insieme un percorso di condivisione che ha coinvolto tante persone e comunità del chierese fino al Santo Padre” (una delegazione di operai era infatti stata ricevuta anche da Papa Francesco).
Nosiglia ha quindi affermato duramente: “Siete stati illusi con scelte e promesse virtuali che hanno imboccato vie false e prive di sbocchi positivi”. L’arcivescovo ha esortato i lavoratori a resistere ma ha fatto anche un appello “alla coscienza di chi ha in mano il futuro di questa azienda (sia le istituzioni governative, regionali e locali, sia i responsabili che ne sono i protagonisti) perché abbiano un sussulto di umanità e dignità per ricercare le vie più appropriate e concrete a trovare una soluzione questa volta stabile e sicura ai problemi che sono sul tappeto ed esigono la responsabilità di tutte le componenti politiche e sociali interessate”.
Credo, ha proseguito Nosiglia, “che sia venuto il momento di dire con chiarezza ciò che ci aspettiamo dai soggetti che gravitano attorno alla vostra vicenda (che però è una questione di un’intera comunità e coinvolge tutti noi). Serve chiamare alla responsabilità coloro che possono agire e utilizzare tutte le leve possibili, affinché il lavoro torni ad essere una concreta realizzazione e non un’attesa vana”. L’arcivescovo quindi ha nominato il “mondo delle imprese” e le “istituzioni pubbliche” oltre che “la politica” che “deve tornare a coordinare i fenomeni economici, orientandoli al bene comune, altrimenti il profitto sarà sempre una questione privata e la disoccupazione e il disagio sociale una piaga pubblica”.
Nosiglia ha delineato anche la possibilità per la ex-Embraco di intraprendere una strada di recupero che veda “gli stessi lavoratori protagonisti e attori del salvataggio della propria azienda”. Una strada certamente difficile “ma da valutare con attenzione per dimostrare che i lavoratori possono riprendere il destino della loro vita senza affidarlo alle logiche di un’economia dal volto cinico”.

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