Progetto Policoro: don Soddu (Caritas Italiana), “ascoltare per captare il particolare e saperlo interpretare”

“Ascoltare non è facile, ascoltare è captare il particolare e saperlo interpretare. Richiede tempo che va oltre l’orario di servizio e per poter produrre il suo effetto nella nostra vita ha necessità dell’azione dello Spirito Santo: fa parte della stessa dinamica della semina della Parola di Dio. Ascoltare è mettere in atto la rivelazione di Dio oggi. ‘Tu mi interessi’ che va oltre del ‘tutto bene’”. Lo ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, intervenendo al corso di formazione nazionale del Progetto Policoro, in corso ad Assisi. “Ogni progetto costa fatica. I modi umani per affrontarla sono le leve affettive. Ce ne sono due in particolare: la speranza e il timore. Sono due ‘macrosentimenti’ che ci abitano e che ci attivano verso il futuro, guardandolo da due punti di vista”, ha aggiunto Giovanni Grandi, docente di Filosofia morale all’Università di Padova. Soffermandosi sul primo – la speranza -, Grandi ha evidenziato che “è il sentimento portante di ogni progettualità, che ci spinge quasi sempre verso il cambiamento che possiamo avvertire in maniera più forte, radicale, oppure che mostra qualcosa di graduale”. “La speranza è il vedere un bene maggiore che potrebbe entrare nella vita: se siamo capaci di attivare speranza, siamo capaci di mobilitare verso il bene”. Sul secondo – il timore – il docente ha affermato che è “un grande principio di conservazione che, nella sua intenzione, guarda sempre al bene: se la speranza ci fa vedere il bene che vorremmo introdurre nella vita, il timore ci fa vedere il bene che vorremmo conservare”. Al termine, la veglia al santuario della Spogliazione con la consegna del mandato agli animatori di primo anno.

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