Papa Francesco: alla comunità congolese, “le case si riempiono di cose ma si svuotano di figli”, “quanta violenza e voglia di cercare un nemico a tutti i costi”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il consumismo è un virus che intacca la fede alla radice, perché ti fa credere che la vita dipenda solo da quello che hai, e così ti dimentichi di Dio che ti viene incontro e di chi ti sta accanto”. È il monito del Papa, nell’omelia della messa celebrata ieri per la comunità cattolica congolese di Roma, in occasione del 25° anniversario della fondazione della Cappellania. “Il Signore viene, ma segui piuttosto gli appetiti che ti vengono; il fratello bussa alla tua porta, ma ti dà fastidio perché disturba i tuoi piani”: è questo, per Francesco, “l’atteggiamento egoistico del consumismo”: “Il vero pericolo – ha spiegato – è ciò che anestetizza il cuore: è dipendere dai consumi, è lasciarsi appesantire e dissipare il cuore dai bisogni Allora si vive di cose e non si sa più per cosa; si hanno tanti beni ma non si fa più il bene; le case si riempiono di cose ma si svuotano di figli”. “Questo è il dramma di oggi”, il grido d’allarme del Papa: “Case piene di cose ma vuote di figli, l’inverno demografico che stiamo soffrendo. Si butta via il tempo nei passatempi, ma non si ha tempo per Dio e per gli altri. E quando si vive per le cose, le cose non bastano mai, l’avidità cresce e gli altri diventano intralci nella corsa e così si finisce per sentirsi minacciati e, sempre insoddisfatti e arrabbiati, si alza il livello dell’odio. ‘Io voglio di più, voglio di più, voglio di più…’”. “Lo vediamo oggi là dove il consumismo impera: quanta violenza, anche solo verbale, quanta rabbia e voglia di cercare un nemico a tutti i costi!”, ha esclamato Francesco: “Così, mentre il mondo è pieno di armi che provocano morti, non ci accorgiamo che continuiamo ad armare il cuore di rabbia”. “Vigilare, vegliare”, l’invito per l’Avvento, cioè “vincere la tentazione che il senso della vita è smascherare l’inganno che si è felici se si hanno tante cose, resistere alle luci abbaglianti dei consumi, che brilleranno ovunque in questo mese, e credere che la preghiera e la carità non sono tempo perso, ma i tesori più grandi”. Infine, la preghiera per la pace, “gravemente minacciata nell’Est del Paese, specialmente nei territori di Beni e di Minembwe, dove divampano i conflitti, alimentati anche da fuori, nel silenzio complice di tanti. Conflitti alimentati da coloro che si arricchiscono vendendo le armi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori