Papa Francesco: a giovani imprenditori francesi, “suscitare un grido di allarme per il deterioramento della nostra casa comune e il moltiplicarsi delle povertà e delle schiavitù”

“Suscitare un grido di allarme per il deterioramento della nostra casa comune, come pure davanti al moltiplicarsi delle povertà e delle schiavitù che conoscono oggi innumerevoli esseri umani”, partendo dalla consapevolezza che “tutto è collegato”. È il compito affidato dal Papa, sulla scorta della Laudato si’, ad un gruppo di giovani imprenditori francesi, ricevuti oggi in udienza. “Anche in maniera modesta, in alcuni cambiamenti concreti di abitudini e di stile, sia nelle relazioni con i vostri collaboratori diretti, o meglio ancora nella diffusione di nuove culture aziendali, vi è possibile agire per cambiare concretamente le cose e, a poco a poco, educare il mondo del lavoro a uno stile nuovo”, l’invito di Francesco: “Avete anche l’opportunità di riunirvi tra voi, di lavorare insieme, di fare proposte a tutti i livelli, di partecipare alle decisioni politiche”. Si tratta, come ha evidenziato il recente Sinodo sull’Amazzonia, di operare una “conversione”, ha spiegato il Papa: “La conversione è un processo che agisce in profondità: un processo forse lento, all’apparenza, soprattutto quando si tratta di convertire le mentalità, ma l’unico che consente progressi reali, se attuato con convinzione e determinazione mediante azioni concrete”. “Conversione ecologica” e “conversione spirituale”, per Francesco, vanno insieme: “La spiritualità cristiana propone un modo alternativo di intendere la qualità della vita, e incoraggia uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo”, percorrendo la “via della semplicità e della sobrietà”.

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