Fondazione Centesimus Annus: Marciani (Tor Vergata), “dignità umana e valore trascendente della vita non possono essere intaccati da dolore e sofferenza”

La Dottrina sociale della Chiesa e la dignità della persona umana nel dibattito pubblico sulla vita e sulla morte è stata al centro della lectio di Maria Grazia Marciani, presidente del Comitato etico dell’Università di Tor Vergata, tenuta oggi al primo incontro del corso di Dottrina sociale della Chiesa promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice. Nonostante “la fragilità sia iscritta nella costituzione dell’uomo stesso”, secondo la docente la dignità non può essere intaccata da questa dimensione, perché “la vita dell’uomo possiede un valore trascendente”. Nel dilemma tra possibilità tecniche e liceità morale, si inseriscono temi come la relazione di cura tra medico e paziente e la proporzionalità terapeutica. Se oggi si confrontano un’“etica della sacralità della vita” e un’“etica della qualità della vita”, “il medico in scienza e coscienza deve sapersi arrestare presso quella frontiera al di là della quale non si promuove più il bene vero della persona, ma si rischia di accentuarne i rischi e le si può provocare un male”, sostiene Marciani. Rispetto infine al testamento biologico, la presidente del Comitato etico di Tor Vergata solleva varie perplessità sulla legge del 2018, soprattutto perché “rigida nella sua strutturazione e tiene scarsamente conto della molteplicità e varietà delle situazioni cliniche e assistenziali”. E conclude: “Il principio di autodeterminazione del paziente non deve prevalere sul principio di libertà di coscienza del medico nell’ambito di una relazione di cura basata su valori fondamentali quali la fiducia, la responsabilità e la veridicità”.

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