Cinema: mons. Russo (Cei), anche per i giovani “andarci rimane un’esperienza che si nutre del gusto della condivisione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Fra Chiesa e cinema c’è un legame consolidato, che oggi non può trascurare la cosiddetta ‘Generazione Z’, la prima vera generazione nativo-digitale, al centro della ricerca”. Cosi mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, in occasione della presentazione del Rapporto sul cinema 2019 realizzato dall’Università Cattolica e dalla stessa Fondazione, questa mattina a Roma. “Il cinema è un grande strumento di aggregazione, così come ha ribadito Papa Francesco pochi giorni fa ricevendo in udienza i rappresentanti della Acec-Sale della Comunità. Una vocazione all’aggregazione che il Pontefice sollecita e affida a chi si occupa di cinema ed educazione tramite tre compiti declinati attraverso altrettante parole chiave: comunione, creatività, visione. E sono proprio queste tre parole a indicare anche criteri precisi con cui avvicinarsi alla ‘Generazione Z’”. Riguardo al Rapporto, mons. Russo ha aggiunto: “Il pubblico giovane guarda film, sente il bisogno di andare al cinema e, quando lo fa, predilige la condivisione. E la realtà cui si rivolge in tale pratica è la famiglia, che si attesta come il riferimento primario per vivere esperienze e occasioni socio-culturali. Un segnale che non può che rallegrarmi, dinanzi ai non pochi campanelli di allarme che spesso ci giungono dai vari media sull’isolamento sociale dei nostri ragazzi, dispersi dietro schermi telefonici o di altri device”. “L’andare al cinema rimane un’esperienza che si nutre del gusto della condivisione, tra familiari, come genitori e fratelli, oppure anche amici e gruppo di pari”.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

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